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Fuit



C’era na vote...


Nicola, emigrante farese a Buenos Aires.
È un “asadores de las calles”.
Testa bassa sulla brace, capelli bianchi, mani possenti, chiacchiera con chiunque si avvicina al suo bidone, anche solo per un saluto, ma quando ad avvicinarsi è un suo compaesano che in dialetto gli chiede “jè bbòne ssa carne”, con gli occhi pieni di lacrime risponde “ma lu pahese mè se fà angore le Farchie?”.



L’asado de la calle, in Argentina è come il tango, una divinità.
Lo cucinano per strada con un semplice bidone di benzina tagliato a metà, una parrilla, carbone e carne.
Verso la fine dell’Ottocento molti abruzzesi emigrarono in Argentina, attirati dal progetto statale di colonizzazione agricola e invogliati dall’anticipazione delle spese di viaggio e di quelle necessarie per impiantarsi nei lotti fondiari che, in realtà, venivano subaffittati da società private di colonizzazione.
Spinti dalla povertà, in molti lasciarono il proprio paese senza mai più voltarsi indietro, ma all’abbandono della terra spesso si aggiunse il dramma di un sogno non realizzato.







Once upon a time...


there was Nicola in Buenos Aires, an emigrant originally from Fara Filiorum Petri.
He was an “asador de la calle”.
Head down on the grill, white hair, large hands, he was chatting with every person approaching his bin, even if only for a greeting.
However, when a fellow citizen approached him and in Fara dialect asked him “is the meat good?” the asador replied with eyes full of tears “Do they still celebrate Farchie in my home town?“.



Asado de la calle, in Argentina is like tango, a God.
It is cooked in the street with a simple petrol can cut in half, a parrilla, charcoal and meat.
Towards the end of the nineteenth century many Abruzzese emigrated to Argentina, attracted from the state project of agricultural colonization and encouraged by the payment of travel expenses and all expenses for set up in lot of land which, in reality, were sub-leased by private colonization companies.
Driven by poverty, many people from Abruzzo left their country without turning back, but the abandonment of the land was often added to the drama of an unrealized dream.


Denominazione e Origine Uve
SANGIOVESE - PRIMITIVO Terre di Chieti IGP - vino ROSSO

Il vitigno Sangiovese probabilmente ha origini etrusche: sembra provenire dalla zona a nord del Tevere e a sud dell’Arno, da cui poi si sarebbe diffuso oltre l’Appenino, fino ad interessare le colline romagnole ed emiliane. Si presenta in due distinte tipologie: il Sangiovese grosso, corrispondente ad alcuni biotipi coltivati in Toscana tra cui il Brunello ed il Prugnolo Gentile, ed il Sangiovese piccolo, cui fanno riferimento la maggior parte delle varietà toscane, dell’Emilia Romagna e del resto d’Italia.
Il Sangiovese cambia notevolmente le sue caratteristiche espressive al variare dei climi e dell’altitudine a cui viene coltivato, è un vino molto elegante che entra negli uvaggi di alcuni dei più prestigiosi vini italiani: Chianti e Chianti Classico, Brunello di Montalcino, Vino Nobile di Montepulciano, Montefalco rosso.
Abbiamo pensato di abbinarlo in taglio con il Primitivo (minimo 20%) caratterizzato da forza, struttura e frutto. Bilanciando l’assemblaggio dei due vini si ottiene un vino caratterizzato da eleganza e finezza, ma nello stesso tempo forte e fruttato. Il primitivo, d'altra parte, sembra avere origini dalmate: è diffuso in tutto il sud d'Italia e soprattutto in Puglia, nell'area di Manduria. Il suo nome deriva dalla precoce maturazione delle uve.


Appellation and Grapes Origins
SANGIOVESE - PRIMITIVO Terre di Chieti IGP - RED wine

Sangiovese grape probably has Etruscan origins: it seems to come from the area north of the Tevere river and south of Arno river, it then spread beyond the Appenino, up to the Romagna and Emilia hills. It can be found in two different types: the Big Sangiovese, corresponding to some biotypes grown in Tuscany including the Brunello and the Prugnolo Gentile, and the small Sangiovese, to which most of the Tuscan varieties refer, also in Emilia Romagna and the rest of Italy.
Sangiovese significantly changes its expressive characteristics as the climates and the altitude to which it is cultivated vary, it's a very elegant wine that goes into the blends of some of the most prestigious Italian wines: Chianti and Chianti Classic, Brunello of Montalcino, Noble Wine of Montepulciano, Montefalco red.
We thought of combining it in cut with Primitivo (minimum 20%) characterized by strength, structure and fruit. By balancing the assembly of the two wines, a wine is obtained characterized by elegance and finesse, but at the same time strong and fruity.
Primitivo, on the other hand, seems to have Dalmatian origins: it is widespread throughout southern Italy and especially in Puglia, in the area of Manduria.
It is name originates from the precocious ripening of the grapes.




Degustazione e Servizio

Alla vista si presenta di colore colore rosso rubino vivace, caratterizzato da note olfattive di prugne, carrube e ciliegie. Al palato è intenso, tannico, con un finale di frutta rossa in confettura. Si abbina in modo perfetto con salumi, primi piatti con salse al pomodoro e carni rosse. Temperatura ottimale 14-16 °C


Tasting Notes and Service

At the sight it has a bright ruby red color, characterized by olfactory of plums, carob and cherries notes. In the mouth it is intense, tannic, with a finish of red fruit in jam. It goes perfectly with cured meats, pasta dishes with tomato sauces and red meats. Optimal temperature 14-16 °C