C’era na vote...

Un pittore del verismo abruzzese rimasto incantato dalla sensualità di una donna in fuga da bramosi sguardi di pastori indiscreti. Il suo volto, semicoperto da uno scialle color vinaccia, era illuminato da singolari orecchini lunari.
Realizzate in lamina d’oro, a forma di semiluna con piccoli sonagli che richiamano l’atto di agitare la biancheria durante il lavaggio, le sciacquajje si tramandavano da una generazione all’altra, da suocera a nuora in occasione delle nozze. Questi vistosi orecchini, molto diffusi nella seconda metà dell’800 in provincia di Chieti, sono probabilmente opera creativa del maestro orafo Francesco Bartoletti (1855-1933). La forma della mezzaluna richiamava i mutamenti della luna e quindi conferiva al gioiello la capacità di influenzare, nell’immaginario collettivo, le azioni umane, la salute e la fertilità, tanto che erano quotidianamente indossate anche dalle contadine, per scongiurare malefici. Gli esemplari più elaborati furono acquistati da artisti come Cascella e Michetti per adornare le modelle per le loro tele. Convinti sostenitori del rinnovamento della pittura in favore del vero, predilessero ai temi sacri le donne dell’Abruzzo antico e rurale, come nel caso del famoso dipinto La Figlia Di Iorio tratto dall’omonima tragedia di G. D’Annunzio.

Denominazione e Origine Uve

PINOT GRIGIO Terre di Chieti IGP

colore RAMATO

Il Pinot Grigio può vantare un genitore importante: è, infatti, una mutazione gemmaria del Pinot Nero. Le sue origini si possono ricondurre in Germania ed in Francia. Il suo caratteristico colore grigio, tendente al rosa, origina vini di colore ramato. In Italia pare sia stato importato dal generale Sambuy di Borgogna nelle sue vigne in provincia di Como, per poi diffondersi lentamente nelle tre Venezie e Lombardia. Solo negli ultimi decenni ha raggiunto le altre regioni viticole italiane.

Degustazione e Servizio

Alla vista si presenta di colore ramato, caratterizzato da note olfattive intense, bouquet floreale e fruttato da polpa gialla. Al palato è fresco, intenso e sapido. Si abbina in modo ottimale con baccalà, carni bianche e primi piatti delicati. Temperatura ottimale 9-11 °C
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